Incrementare il fatturato dell’hotel con un chatbot: si può fare davvero?
In questi giorni (agosto 2025) si fa un gran parlare di Agentic AI e chatbot.
Paroloni nuovi per descrivere qualcosa di apparentemente complicato, ma che in fondo è piuttosto semplice: un’intelligenza artificiale capace di agire per conto tuo, navigando tra siti, selezionando informazioni, scegliendo e completando una prenotazione.
Un futuro che però è già presente. O almeno, lo è per chi sa come utilizzarlo correttamente.
Anche se, bisogna dirlo subito, non è qualcosa per tutti.
Quando si entra nel mondo dei chatbot nel turismo, la prima domanda da porsi è sempre: quanto è davvero necessario?
Non basta avere un chatbot soltanto per dichiararsi innovativi.
Serve uno strumento che porti valore, che spinga realmente il cliente a prenotare di più e meglio.
Altrimenti, resta solo un giocattolo tecnologico, affascinante ma poco utile.
Se invece la tecnologia funziona davvero, può trasformarsi in un motore silenzioso che lavora senza sosta per incrementare il fatturato, giorno e notte.
Il ruolo del chatbot come venditore instancabile
Quanto incide un chatbot sul fatturato di un hotel?
Questa è la domanda da un milione di euro. La risposta, per fortuna, non è mai scontata, perché dipende da come viene configurato e usato.
Il vero punto focale è proprio l’ultimo click, quello che finalizza la prenotazione.
Perché oggi, a parte qualche coraggioso pioniere, pochi sono pronti a lasciare che un agente AI gestisca in autonomia tutti i dettagli, compreso il pagamento con carta di credito.
Nei viaggi business la cosa potrebbe essere più semplice, perché spesso si tratta di prenotazioni standard e senza troppi fronzoli.
Ma nel turismo leisure le cose si complicano, e non poco.
Il turista leisure e il ruolo insostituibile del sito di prenotazione
Nel turismo leisure il cliente non sta soltanto spendendo una somma di denaro.
Sta pianificando un’esperienza, un momento di tempo libero che vale molto più del prezzo pagato.
Stare con la famiglia, rilassarsi, condividere momenti preziosi: sono queste le leve reali che spingono a prenotare una vacanza.
Perciò, il processo di scelta è più complesso e coinvolge il bisogno di vedere opzioni, confrontare offerte, persino condividere incertezze con chi ci accompagna.
Perché il chatbot non può ancora sostituire il motore di prenotazione, ma è un suo alleato
In questo contesto un chatbot, per quanto intelligente, non può sostituire completamente l’esperienza di un sito di prenotazione ben fatto.
Non può replicare la sensazione di controllo, la possibilità di esplorare liberamente tutte le opzioni disponibili.
Però può svolgere un ruolo chiave: accompagnare il cliente nel processo, raccogliendo le informazioni fondamentali come le date, il numero di persone e le esigenze particolari. Da lì, il chatbot lascia all’utente il compito di completare l’ultimo click sul booking engine.
Un passaggio che, se funziona bene, può aumentare sensibilmente le conversioni.
Il punto è che il chatbot non deve rubare la scena al booking engine, ma prepararlo
Per questo motivo continuiamo a lavorare nell’integrare sistemi di prenotazione online come vertical booking, simple booking, booking Expert e molti altri.
I nostri chatbot devono essere perfettamente integrati con tutto l’ecosistema e preparare il viaggiatore ad effettuare la prenotazione.